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Articolo originale di Kip Mistral, HorseConnection - febbraio 2006

La vita segreta degli stalloni (versione ridotta)

Padri e mariti

La vita segreta degli stalloni - Padri e maritiArticolo originale di Kip Mistral, HorseConnection febbraio 2006:
http://www.horseconnection.com/site/archive/story-feb06.html
Foto: Carol Walker
Tradotto dall’inglese da Bruna Nin

Quante volte noi umani pensiamo di capire il valore o il significato di qualcosa e non ci rendiamo conto se non molto più tardi che non l’abbiamo capito affatto? Forse da parte nostra noi accettiamo queste supposizioni perché è facile accettare nozioni e miti da lungo tempo consolidati nonostante il nostro istinto ci dica che potrebbe non essere così, o forse non sappiamo porci le domande giuste per capire pienamente la portata della questione. 

Una credenza comune nel mondo dei cavalli perpetua la convinzione che gli stalloni in generale sono quasi sempre pericolosi e inaffidabili. Certe razze, come gli iberici( spagnoli) sono generalmente ritenuti gentili e dolci. Nondimeno la maggior parte degli stalloni domestici sono costretti a vivere per tutta la vita in spazi così ristretti che la frustrazione dovuta alla privazione della socialità da sola basta a renderli difficili da controllare. Se si considera lo standard di vita degli stalloni – tenuti in un box con sbarre, portati da una stalla a un pascolo magari  lontano da altri cavalli, maneggiati rigidamente se va bene  o peggio rudemente – l’isolamento e il rigore di questo tipo di vita sarebbe considerato imprigionamento se il soggetto fosse un essere umano.

Allora quali sono le alternative nella gestione degli stalloni se si vuole creare per loro un modo di vivere più naturale e un ambiente dove poter socializzare, sia per compassione che per la consapevolezza che uno stallone più felice e ben adattato sicuramente si comporta meglio nelle esibizioni come nella riproduzione? Una domanda migliore è: come possiamo conoscere il comportamento naturale di uno stallone?


Chi ha osservato i cavalli selvaggi per anni sa qual è il comportamento naturale dello stallone.  Mary Ann Simonds è una ecologista che si occupa della vita selvatica e studiosa di comportamento equino che ha osservato i cavalli in natura per 30 anni. Lei vi dirà che gli stalloni selvaggi di un branco dimostrano una profonda consapevolezza e protezione verso i loro piccoli e anche gli stalloni ‘scapoli’ (cioè che non hanno femmine)  e che vivono in gruppo vicino al branco, offrono protezione e “ babysitting” ai giovani. Simonds spezza il mito dello stallone selvaggio brutale  e violento.

“Poche persone possono sapere come sono veramente gli stalloni. Ci sono molti tipi di relazioni tra i cavalli, sia patriarcali che matriarcali. I giovani stalloni dominatori – il tipo che molti associano con gli “ stalloni selvaggi “- possono irrompere nei branchi e dominarli, ma le femmine cercano di scappare. Le femmine vogliono stalloni amichevoli che possono assicurare al branco  condizioni vivibili. A nessuno piace il tipo di stallone dominante. Gli altri stalloni non vanno d’accordo con loro, il che può essere importante, dato che talvolta gli stalloni si uniscono per attaccare o scacciare un compagno col quale non vogliono stare o che  non può vivere all’interno della comunità allargata. La dominanza non  funziona bene in natura.”

“ E non tutti gli stalloni hanno la capacità di essere riproduttori abituali. Essi non nascono tutti uguali nella produzione di testosterone. Nei gruppi di stalloni “ scapoli”  si fa molta pratica di comportamento sessuale; tutti giocano e si montano addosso  l’un l’altro e poi si sdraiano giù e dormono. Quelli più timidi si sottraggono accucciandosi ( piegandosi sulle ginocchia ) e non solo non vogliono fare questo gioco con altri giovani stalloni, ma anche non saranno mai quelli che vanno dietro alle femmine. Un esame del testosterone proverà che c’è poco o punto testosterone nel loro organismo.”

“Nelle nascite in natura la percentuale di genere maschile e femminile è di 50- 50. La verità è che molti stalloni non vogliono la responsabilità di procurarsi le femmine e mantenerle. La grande maggioranza rimane in gruppi di “ scapoli “ per tutta la vita e non renderà mai gravida una femmina.  E stalloni in gruppi di “ scapoli” sono più comuni di quanto si pensi. I giovani stalloni non lasciano il branco in cui sono nati fino ai 2 anni circa, quando i padri li allontanano perché inizino a vivere la loro propria vita; essi seguono il branco natale fino a che non si uniscono ad altri scapoli. Ci sono molti tafferugli ma nessun combattimento poiché la lotta è riservata alla conquista delle femmine.”

“ I cavalli creano gruppi sociali molto interattivi. Il più giovane stallone col suo branco di cui sono a conoscenza avendo osservato i cavalli selvaggi, aveva 13 anni; l’età media era di 19 anni. Coppie stabili di femmine leader e stalloni col loro branco stavano insieme nello stesso gruppo per anni. Gli stalloni addirittura possono condividere le femmine. Ho osservato 2 stalloni nati insieme nello stesso branco, che avevano vissuto nello stesso gruppo di “ scapoli “ per anni, mettere insieme un piccolo gruppo di 3 o 4 femmine e vivere insieme molto felicemente.”

“ Gli stalloni hanno femmine favorite che si accoppiano particolarmente bene  con la loro mascolina  energia. E’ molto comune per uno stallone avere una o due femmine favorite con le quali condivide un forte legame. Anche quando restano incinte,queste favorite e lo stallone mantengono un comportamento di corteggiamento, mentre il maschio continua a coprire le altre  femmine del branco finchè tutte restano incinte. Per inciso, per questi motivi nelle femmine selvagge si ha un tasso di fertilità del 100%.

“Gli stalloni riconoscono assolutamente la loro prole e si impegnano per passare del tempo con essa. Ho visto stalloni portarsi dietro la propria prole durante le ricognizioni. Lo stallone va dalle sue giumente preferite e chiede alle madri il permesso per poter prendere con sé i puledri svezzati, maschi e femmine, per accompagnarlo a controllare il branco. Le giumente sono serene ed i puledri tornano da questa avventura baldanzosi ed eccitati, sentendosi molto importanti.”


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“Come è stato testimoniato, ad un raduno di cavalli selvatici B L M (Bureau of Land Management, ed)  uno degli stalloni giovani che era stato catturato, si era ferito e sembrava stare molto male. Un altro stallone era rimasto con lui per proteggerlo, leccandolo, ovviamente nel tentativo di farlo sentire meglio. La loro era chiaramente una relazione  molto forte, indubbiamente di natura parentale. Ho assistito a molte dimostrazioni d’affetto e tenerezza da parte degli stalloni verso membri della loro famiglia.”


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In questi tempi la voce sembra diffondersi e persone che non solo posseggono stalloni ma gestiscono allevamenti domestici stanno sperimentando metodi  che permettono ai loro stalloni di condurre una vita equina secondo natura. Insieme agli studiosi del comportamento dei cavalli in natura  essi hanno constatato che, contrariamente all’immagine dello stallone dominante e aggressivo che molti hanno, gli stalloni possono essere padri e mariti  affettuosi se gli viene data la possibilità.


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Merlino, uno stallone arabo un tempo tanto violento da incutere paura, fu pericolosamente prossimo ad essere abbattuto prima di essere ceduto a Linda Kohanov alcuni anni fa………………………………………

“Quando incontrai Merlino per la prima volta, scrive Kohanov in THE TAO OF EQUUS, nessuno sapeva se sarebbe mai stato capace di rompere il ciclo di paura e aggressione che esibiva apparentemente senza provocazione. Ipersensibile al più piccolo gesto o modificazione nel tono di voce, esplodeva senza preavviso in una rabbia violenta che lasciava tremante la maggior parte delle persone coinvolte. A un certo momento della sua vita, lo stallone era arrivato ad associare la sua eccezionale vitalità con la paura, l’ansietà e una incontenibile rabbia. La pura espressione della sua forza vitale era usualmente  sentita come una minaccia che lo spingeva  inesorabilmente verso la fuga o la lotta un questa successione: preparazione all’emergenza, impulso incontrollabile di fuga o di lotta, frenesia disorganizzata o dissociazione ( termine che definisce una separazione dalla associazione psicologica e altre per evitare la sensazione anticipata di  provare dolore)

Merlino ha molto in comune con molti stalloni domestici nella sua esperienza di vita. Negli Stati Uniti oggi, gli stalloni sono tipicamente marchiati come animali potenzialmente pericolosi, che incutono paura, colpevoli finché non sono riconosciuti innocenti, come dimostrano le osservazioni “ mai fidarsi di uno stallone “ e “ non voltare mai le spalle ad uno stallone”. Ma Kohanov è convinta che se gli stalloni si comportano violentemente ciò nasce nella maggior parte dei casi da una tremenda frustrazione, meno sessuale di quanto si pensi.

Se è uno stallone da riproduzione – e Merlino aveva già coperto delle femmine -  non gli viene mai concesso di socializzare con altri stalloni e probabilmente ha anche pochi se non addirittura nessun contatto con i castroni. E naturalmente, le uniche volte che vede le femmine è quando queste costituiscono l’oggetto delle sue attenzioni sessuali. Kohanov  è arrivata a credere che la mancanza  dell’opportunità di partecipare ad un naturale comportamento sociale di branco crea e aggrava un tale stato di ansietà  che essi sono emotivamente  sopraffatti  anche solo dalla prospettiva di stare vicini ad altri cavalli. Può essere difficile  o addirittura impossibile per questi stalloni controllarsi, figuriamoci poi essere controllati.

Kohanov  intuisce che queste particolari circostanze impediscono allo stallone di prosperare, una parola  usata raramente di questi tempi che significa crescere e svilupparsi vigorosamente. Applicato ad uno stallone l’uso di questa parola presume che si dia importanza alla qualità della sua vita…..


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Un nuovo paradigma

Alla fine, i resoconti degli esperti di cavalli selvatici provano ripetutamente che gli stalloni sono padri e mariti teneri e attenti dimostrando gesti di affetto facilmente riconoscibili in cui ogni essere umano potrebbe identificarsi.  E una nuova concezione si fa strada tra proprietari di stalloni compassionevoli, consapevoli  che i loro cavalli vivono vite frustranti e inappaganti e che sono determinati a cambiare tutto ciò………………

Due cavalli